venerdì 30 ottobre 2009

Identificarsi.

Me ne rendo conto, oh, come me ne rendo conto che mi piace identificarmi e seguo schemi inesistenti magari dettati solo da quello che mi ha lasciato in testa l'ultimo film che ho visto.
Lo vedo che per il novantapercento delle mie giornate non sono ME, ma qualcuno che ho visto da qualche parte.
Oggi mi sento molto Isa, da "The dreamers". Indovina il film in cui il protagonista viene adottato dallo psicanalista di sua madre e la sorella maggiore acquisita uccide il proprio gatto bloccandolo per giorni sotto una tinozza bucherellata e poi lo cucina per pranzo. Ti lascero' con questo indovinello.
Lo vedo, eccome se lo vedo che non ho niente di mio.
La mia citta' a forma di emme mi opprime. Sono al centro di un vuoto stracolmo e mi piace mordere labbra.

mercoledì 28 ottobre 2009

"E guardandola negli occhi, nascosti tra i capelli, di colpo diventai un lanciatore di coltelli"

A casa abbiamo cenato, ci siamo fatti la doccia e poi abbiamo provveduto a mettere in pratica una delle nostre classiche scene trash:
Io in accappatoio slacciato, lui con un asciugamanino a giropetto azzurro pizzato, seduto sul bidet, io a cavalcioni su di lui che lo costringo a tenere fermo e alto il labbro per quaranta minuti in assenza di pinze, io che faccio uno dei miei migliori piercing in vita mia, la pallina che non si chiude, la pallina che cade nello scarico del bidet, io che, con l'ago in bocca, trovo sullo scaffale del bagno un'altra pallina, lui che sta per svenire e si siede a terra, io che chiudo la pallina, la nostra serata soffice, rollare una sigaretta pieni di endorfina, non rendersi conto che sia gia' finita, cercare la posizione per dormire, pensare ad un inizio e ad una fine.

Io, da sempre un'indecisa, che puo' fare molto male.

lunedì 19 ottobre 2009

BEATA IGNORANZA.


BEATA IGNORANZA.
Ignoranza di chi riesce ad amare la routine ed in una stanza di specchi riesce a baciare le pareti.
Io non mi amerò mai

Contare da settanta a zero.

Voglio dare un valore al raccontare, svegliarmi e respirare, devo fumare con la finestra aperta.

D'altronde siamo alla fine dei famosi anni zero, si sapeva che sarebbero stati ricordati per qualcosa.
Per ora si sa solo che il consumo e l'estrema semplicità di reperibilità di droghe di tutti i tipi è paragonabile solo agli anni 60/70.
Mi sento più vicina ai miei genitori almeno.
Quando respiro, sento di assaggiare un pò della loro aria.
Come quando scopi e ti addormenti naso contro naso. Ognuno respira il respiro dell'altro.
Il problema, il punto, è che si tratta di un respiro già respirato, passato, per quanto sia dolce.
Non c'è innovazione in questi anni zero, c'è solo caduta libera, infinita, fino a quando riconosceranno che avevamo ragione e si ricostruirà sulle macerie.
Mai lo zero è stato così vicino al settanta.
No future, no future, no future.

venerdì 16 ottobre 2009

Ciao, tu.

E l'ho toccata con mano, proprio, quella pace. Quella pace soffice che arriva dopo una guerra, quando è giorno ma la stanza è buia e riesci a sorridere anche se sei totalmente sobrio.
Ho sfiorato i seni della completezza, ho sentito il brivido del proibito da sempre bramato, ho chiuso gli occhi e ho detto mi sono persa, hai risposto vedremo.
Vedremo, vedremoci. A me piacerebbe avere davanti i tuoi occhi ogni volta che sbatto le palpebre. Avere solo un attimo di incertezza e ritrovarti ogni volta, l'incertezza che serve per tenermi legata a te.
Siamo gente che non può amare, lecchiamo la glassa sui sentimenti e ci brucia la lingua a contatto con il resto del dolce. A noi appare amaro, acido.
Ma chissà che ci vedo, che ci vedo in tutto questo. Un mese e già ti respiro i capelli, mi sveglio la notte e mi avvicino, ti sveglio baciandoti e a volte vorrei non averne mai avuto l'occasione, per conservarti pulito, per non arrivare a quel giorno che sappiamo arriverà.
Vorrei che la teoria dell'universo quantico potesse seriamente essermi d'aiuto in qualcosa, vorrei che non sembrassero sempre bollicine con te, ma che allo stesso tempo fosse sempre e comunque tutto frizzante, vorrei dimostrarti un qualcosa in più, ma non voglio darti certezze.
Ciao, chissà se anche a te piace respirarmi.

mercoledì 7 ottobre 2009

La gente.


Sono quei momenti che lo senti che va tutto veloce, e ti piace, ti piace, ti piace.
Poi arrivano quei momenti che lo senti che la velocità ti ha ubriacato, e ti svegli la mattina senza ricordi, e ti svegli la mattina pieno di amarezza.
La mia droga è un alcool diverso dal vostro, la mia droga è la gente.

La mia droga sono gli imput, le aspettative, le novità che sanno di calzini puliti.
La mia droga sei tu che sei davanti a me, quello che posso strapparti, quanto posso entrarti dentro.