mercoledì 25 novembre 2009

Ora di religione?

Ha suscitato reazioni contrastanti, il mese scorso, la proposta di inserire l'insegnamento della religione islamica a scuola, pervenuta da parte del ministro allo sviluppo economico Alfonso Urso.
C'e' chi sostiene, ponendosi quindi contrario a questa nuova idea, che il cattolicesimo debba ancora prevalere e costituire l'ossatura portante dei programmi scolastici, mentre altri propongono "l'ora delle religioni", in cui gli insegnanti prenderebbero in considerazione non solo cattolicesimo e islamismo ma tutte le possibili interpretazioni terrene di Dio.
Ci si deve pero' porre il problema della mancanza di tempo, motivo per cui nella scuola la religione cattolica continua a prevalere, insieme alla letteratura italiana, rispetto a quelle relative ad altri paesi.
Ma a questo punto mi ritrovo a chiedermi il motivo per cui, oltre al cattolicesimo, la proposta sia di approfondire l'insegnamento dell'Islam e non di qualsiasi altro credo; si tratta, a quanto pare, semplicemente di una questione di numeri: l'islamismo nel nostro paese, dopo la religione cattolica, prevale in percentuale rispetto alle altre confessioni.
Ma questo, a parer mio, non basta.
Posso capire che, in mancanza di ore da dedicare alla cosa, la religione cattolica prevalga, essendo il nostro uno Stato concordatario, cosa che conferisce ad essa uno status di religione di Stato, ma riguardo all'Islam non ci troviamo nella stessa situazione.
L'ideale sarebbe, ovviamente, trovare il tempo per approfondire ogni tipo di confessione religiosa ma, non avendone la possibilita, "l'ora di Islam" non mi pare in nessun modo una proposta da prendere in considerazione. Riprendendo il pensiero di Giovanni Morandi, sostengo si tratti di una soluzione semplicistica e poco ponderata.
Se avessi il privilegio di trovarmi nella posizione di poter avanzare proposte di possibile presa in considerazione, proporrei di eliminare del tutto l'ora di religione come tale ed aggiungere al suo posto un'ora extra di storia che permetta un approfondimento nei riguardi di ogni credo religioso.
Non mi pongo assolutamente il problema di far fronte alla possibile replica della Chiesa cattolica, che parlerebbe di relativismo e del fatto, quindi, che in questo modo le religioni parrebbero poste tutte sullo stesso piano; il motivo e' che, con la mia idea, proporrei una mentalita' totalmente nuova attraverso cui considerare l'insegnamento della religione nelle scuole, che non permetterebbe la nascita di polemiche simili.
Questo nulla toglie allo status della religione cattolica in Italia, che resterebbe comunque tale.
Sostengo solamente che l'edificio scuola non si tratti di una Chiesa, come ben si puo' notare, e che i suoi doveri riguardo la religione differiscano non di poco da quest'ultima.
L'istituzione scolastica non ha il compito di considerare gli studenti come fedeli, ma come cittadini italiani che necessitano di esercitare il proprio diritto allo studio.
La mia idea e', quindi, che la religione non debba essere "insegnata", ma riportata come ogni altro movimento storico e che ogni studente possa riconoscersi o meno in essa.
La scuola ha il compito di permettere ad ogni ragazzo di formare il proprio bagaglio culturale e di aumentare la propria capacita' critica, in modo da saper gestire le informazioni che ogni giorno gli pervengono.
Anche se la religione cattolica e' considerata religione di stato, sostengo che ogni individuo debba prima venire a conoscenza della storia e delle basi di ogni possibile confessione religiosa e poi prendere in considerazione o meno l'idea di praticarne una.
E quale posto e' migliore della scuola per fornire un'oggettiva e panoramica argomentazione riguardo ogni tipo di religione?
Quale posto, ribadisco, puo' essere migliore di essa nel far fronte all'importante compito di appesantire il bagaglio culturale di ogni individuo?

Nessun commento:

Posta un commento