sabato 14 novembre 2009

Vescica natatoria.

Oggi e' come quando ero ubriaca per il motivo per cui per due anni, poi, non ho voluto piu' esserlo.
Ho deciso che devo imparare a lasciare la mano della punteggiatura, a vomitare un po' di parole senza legarle ad un guinzaglio, a lasciare che il guinzaglio glielo metta chi vuole portarsele via. Io intanto le libero.

Oggi e' come quando piangevo e i polmoni mi scoppiavano e oggi guarda caso ripenso a tutto quello che mi ha fatto gonfiare i polmoni in passato, a quello che era la mia vescica natatoria, che mi faceva stare a galla.
Quando non c'era niente di piu', bello
che fare un giro su un marciapiede qualsiasi con te perche' c'era una mano che teneva la mia la quale non aveva mai intenzione di dimenticare di decifrare il mio cervello malato e farlo diventare piu' leggero, avendo sempre in bocca il suono di cui avevo bisogno e che bramavo per raggiungere un attimo di glassa dolce sulla torta dei miei sentimenti.
Si gonfiava, la mia vescica natatoria, quando era la prima volta che chiudevo gli occhi dopo l'amore su un letto dalla parte umida perche' devo ammetterlo, ho sempre preferito quella, dopo il sesso, perche' io non apro mai le finestre, mi piace il suo odore.
Si gonfiava del tuo respiro, non del mio, perche' dormivamo naso contro naso e ingurgitavo tutta la tua anidride carbonica e sentivo di potermici nutrire per sempre, senza aggiungere altro.
Si gonfiava quando ti illudevi che io fossi una persona da stimare e non facevi altro che ripetermi come era bello che ti fossi sempre accanto quando in realta' non c'ero piu' da molto, perche' sono una che sfugge, perche' davvero oggi mi rendo conto di essere incapace di intendere ma capacissima di volere, di essere colpevole di omicidio post tortura.

Sono stata vicino solo a me stessa, ma credo che non si possano cancellare certi attimi in cui sentivo che c'eri tu e non c'era niente di piu', bello.

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