sabato 19 dicembre 2009

E l'albero? (forlivesi ottusi)

Crea scompiglio la sostituzione, indetta dal Comune, del tradizionale abete natalizio in piazza Saffi a Forlì. Al suo posto possiamo già notare la nuova installazione, ideata nel nome del riciclo, la quale comprende l'utilizzo di materiali ecologici atti a sostenere la lotta contro il consumismo e la deforestizzazione (per quanto riguarda l'albero.)
Le polemiche non tardano e arrivano da vari fronti: notiamo chi si lamenta dell'aspetto "triste" della piazza, chi si riscopre legato alle tradizioni proprio in questo periodo dell'anno, chi sente la mancanza delle brillanti luci del grande vecchio abete... ma mi colpiscono particolarmente le critiche pervenute dal consigliere Antonio Nervegna, il quale sostiene che un'iniziativa del genere non sia altro che l'ennesimo prodotto della mentalità italiana degli ultimi anni che si pone contro le tradizioni in nome del laicismo, e associa questa nuova proposta a fenomeni come la "lotta al crocifisso", l'abolizione dell'insegnamento della religione cattolica a scuola e simili.
Fortunatamente le opinioni di qualcuno contrastano certe convinzioni, ricordando che l'albero natalizio non è altro che un simbolo pagano e, personalmente, mi stupisco che l'idea della sua abolizione non sia pervenuta dalla Chiesta prima che da un qualunque comune italiano.
In seguito a personali riflessioni, sostengo che gli obiettivi che questa nuova iniziativa si pone non siano stati analizzati a dovere. Le motivazioni sono semplici: siamo ormai tutti consapevoli che il pianeta Terra si ritrovi da anni nel bel mezzo di un progressivo avanzamento verso un punto di non ritorno, per quanto riguarda le risorse presenti su di esso ed il relativo rinnovo; per citare qualche esempio basti pensare alla situazione dell'acqua e del petrolio, i quali stanno letteralmente scomparendo in nome del consumismo. Mi par chiaro, quindi, che il riciclo sia ormai l'ultima strada possibile per far fronte al graduale indebolimento del nostro pianeta ma, a quanto pare, la maggioranza della popolazione ancora non ha intenzione di prendere in considerazione l'idea di agire in questo senso (basti pensare a quel 60% dei forlivesi che reclama a gran voce il ritorno dell'albero).
Detto ciò, mi chiedo: quale modo potrebbe rivelarsi migliore di un'iniziativa come quella prevista per la piazza di Forlì per sensibilizzare la popolazione nei riguardi di un'importante soluzione quale il riciclo?
Affermazioni come quelle pervenute da Luigi Gorza (amministratore dell'azienda G.A. Legnami), il quale sostiene che il taglio di alberi sia lecito in ogni caso fino a quando tale azione non comporti la rottura dell'equilibrio dell'intero bosco, in quanto il legname utilizzato dalla sua ditta proviene da foreste ecosostenibili, non devono nemmeno essere prese in considerazione.
La mentalità da cui deriva un'azienda come la G.A. non è altro che l'emblema del consumismo: questa, anzichè preoccuparsi di utilizzare il minimo delle risorse e riciclarne il maggior quantitativo possibile, crea un sistema di continua produzione di materia prima, in modo da non doversi nemmeno porre il problema del riciclo.
Ritengo, detto ciò, che la sostituzione del tradizionale albero di Natale nel nostro comune simboleggi, da parte dei nostri amministratori, una sensibilità di gran lunga superiore alla maggioranza della popolazione forlivese, la quale non è riuscita a cogliere in questa nuova proposta l'input nei riguardi di una grande svolta relativa alla salvaguardia dell'ambiente.



2 commenti:

  1. Ciao N.
    ehi ciao- è molto interessante come pensi, e come approfondisci.. e trovo anche che hai ragione su tutto quel che dici qui..
    se ti fa piacere tornerò a curiosare, spero verrai anche tu da me. Dato che siamo in tema, anche cl tuo post (e col mio di oggi), ti faccio tanti auguri!! baci.

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  2. Passo subito a leggerti! E grazie mille*-*

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