mercoledì 9 dicembre 2009

Il Paroliere.

I capelli secchi di pianto di quei pianti che non si accontentano di far colare il mascara,
si espandono per tutto il viso e ti costringono ad asciugarti il naso sul dorso della mano, sui guanti che hai in tasca quando è quasi il tredici dicembre a nascondere la faccia in un doppiopetto che conosci in un odore che ti soffoca di notti in macchina pomeriggi a letto di concerti hardcore di tende rosse progetti di mobili dell'Ikea e lasciar perdere che sei in una sala studio per universitari e non sei nemmeno tesserato e i tuoi singhiozzi si sentono dal piano di sopra e le parole si confondono con la musica in sottofondo ma non smettono di tagliare, mischi lettere in combinazioni impossibili sembra di essere nella scatola di plexiglass del Paroliere, muovere la testa, il cervello fa lo stesso rumore di quando la agiti per mischiare i dadi e in un attimo si apre cadono tutti ne restano solo cinque e ti dicono che t i a m o.

1 commento:

  1. Sensazioni, odori, immagini salate che ho già assaggiato.
    Che assaggio.
    Lentamente.

    RispondiElimina