venerdì 8 gennaio 2010

Disegnate sulle nostre pareti, le nostre aspirazioni,
i nostri dèi crocifissi ai muri delle nostre stanze con pezzetti di carta adesiva che non fanno altro che cedere e tutte quelle facce diventano pavimenti su cui cammino su cui respiro e diventano strada, strada che corre tra noi, che non siamo figli dello stesso Dio ma di due fratelli che non si sono incontrati mai. Tu hai imparato la pazienza, io la sopravvivenza.
E le nostre tazze sporche tra le coperte e i mozziconi che diventavano cenere anche quando noi ancora non bruciavamo tabacco. Scorre, tutto quel sangue contaminato da manciate di neve sporca e flebo di indifferenza, bombole a monossido di carbonio. I miei alibi e i tuoi sguardi di legno di occhi che non hanno mai respirato e quelle labbra che baciarono le mie mani prima della fine.
Ci siamo dedicati pagine bianche.

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