lunedì 22 marzo 2010

Odori e anni 90.

Tra gli odori della mia infanzia ricordo perfettamente quello della cacca misto al fumo di sigaretta.
L'ho riscoperto tornando a trovare mia madre: prima quello classico di caffè che aleggia per la casa, poi la sigaretta fumata subito dopo, direttamente sul cesso, rigorosamente a porta aperta in tipico stile da casa di sole donne con bambini che hanno sempre bisogno di essere controllati e non si può neanche cagare in pace.
L'inizio degli anni novanta, per me, è stato tutto un odore di caffè e sigarette e macchine che puzzano di fumo e foto scattate con la Polaroid che ormai marciscono sparse sul fondo impuzzolito di naftalina di qualche armadio.
E poi c'erano quelle tute da ginnastica con i colori stile zaino dell'Invicta, stile tuta da sci, stile evidenziatore.
Quando in sala studio sottolineo qualcosa con il mio fedele Stabilo Boss giallo non posso fare a meno di pensare alla tenuta da casa di mia madre durante il primo decennio della mia vita:
rimasugli degli anni ottanta cosparsi di quelle classiche, circolari bruciature di sigaretta, tipiche di chi è troppo impegnato a fare zapping per occuparsi di far caso alla cenere e alla cicca che cade sul maglione e al ferro da stiro che annerisce la camicia sull'asse eccetera eccetera.
E le bambine che avevano tutte i capelli a caschetto.
E l'amica ricca che teneva in camera il castello di Barbie dipinto delle più varie e trash tonalità di rosa molto più figo di quello che i tuoi genitori si sarebbero mai potuti permettere per te, e non ci giocava mai.

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