domenica 11 aprile 2010

Dieci e undici aprile.












Alina and I modeling for Francesca Diani. Backstage pictures.

Il tutto si è svolto così:
Venerdì sera siamo andati al Capolinea (Faenza) e siamo tornati a casa fatti e ubriachi, mangiato una frittata alle cinque con il sugo in barattolo alla ricotta per la pasta, è venuta fuori una specie di ragù d'uovo. Verso le cinque e trenta eravamo a letto.
Sabato pomeriggio ho ripulito la casa a Forlì, gli altri sono rimasti a Faenza. Poi, senza motivo, sono andati a suonare la chitarra in spieggia verso Marina di Ravenna.

Mi vengono a prendere alle nove e trenta, dovevamo andare ad una festa di compleanno; arriviamo al ristorante che se ne sono già andati tutti. Li chiamiamo e li raggiungiamo al Nottetempo, al solito. Facciamo un salto nel nostro ritrovo abituale e decidiamo di andare a suonare in collina, ma appena partiti notiamo un'indicazione per Firenze. Ovviamente, l'idea che brilla a forma di lampadina nei nostri cervelli lesi è: "andiamo a Firenze!"
Ed è ciò che facciamo. La macchina segna 200km rimasti, per andare e tornare da Firenze ne bastano 198. Partiamo.
Io mi addormento in zerodue, come al solito. Mi sveglio quando a Firenze mancano 27 kilometri. Anzi, mi svegliano.
Mi chiedono cosa fare, le opinioni sono discordanti e io sono la terza a bordo, devo decidere.
Ci si è resi conto che la benzina non è abbastanza (anche se le discese sono state percorse tutte in folle) e abbiamo soldi solo per arrivare, non per rientrare. Se torniamo a casa dal punto in cui ci troviamo, ci arriviamo giusti. Se percorriamo i 27 kilometri che ci separano dalla nostra meta, rimarremo bloccati da qualche parte per il giorno seguente. Io ovviamente vado in ansia, per il pomeriggio devo essere a Cesena per lo shooting, scelgo la prima opzione (sono una spezzabolgia, insomma). Proviamo a fare benzina, ci perdiamo anche un pò. Il Bancomat si comporta in modo strano, pare che il distributore abbia scaricato i soldi dalla carta senza erogare benzina, quello dopo non ci permette di rifornirci, non capiamo, siamo convinti di non aver a disposizione soldi liquidi... scopriremo la mattina dopo che R. è pieno di carta in tasca, ma era troppo ubriaco per rendersene conto.
Torniamo indietro con la coda tra le gambe, raggiungiamo Faenza, cerchiamo di capire dove sono gli altri, ci dirigiamo verso il garage adibito a salottino di uno di questi, io resto in macchina a dormire assiderata. Dopo un pò mi pento ed entro, inizia a piovere appena apro lo sportello.
Passiamo lì un'oretta e mezza, poi N. accompana me e R. alla mia casa a Forlì, alle sei siamo a letto. Alle 14 mi alzo, mi lavo e prendo un treno per Cesena. Torno a casa alle 19.

Peeeesante.

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