lunedì 28 giugno 2010

Luna piena.

Mi sto disintossicando da tutto, da tutti, da te, dalla città.
Un picnik al chiaro di una quasi full moon ieri sera, una gonna a vita alta e una camicia a fiori e una bottiglia di vino e magari arriva il mostro di Firenze mentre siam proprio qui in camporella e ci fa secchi tutti e due. Bene, dato che dobbiamo morire puoi anche spettinarmi i capelli, posso anche togliere la cintura che mi sta scomoda. Non importa essere fighi in certe circostanze.
Quanto sono omologata nel modo di scrivere, lo so, ma mi esce così.
Giuro che di questo passo mi svuoto la mente, questa è la volta che ci si riesce.
Poi ti ho scritto un'altro mucchio di parole che non leggerai mai, una di quelle lettere che mi piacerebbe ricevere e invece mi ritrovo a scrivere. Non ho pensato al tuo naso per un pò ed è stato liberatorio. Chi lo sa perchè è andata così questa cosa e chi lo sa perchè ogni tanto mi vien voglia di spender quattro euro e mezzo in sigarette. Dovrei metterli da parte e riempirmi di libri e stendermi vicino al fiume la sera e leggermeli e diventare una con una stesta così. Diventare un fisico teorico. Che bisogno c'è dell'università quando hai tanto tempo libero.
Esco con un ragazzo che non ha mai visto le foto che scatto, dice che non gli piace, la fotografia. Mi da paga per quanto riguarda la fisica quantistica e la cultura musicale, e dice che sono speciale. Chissà che cazzo ha visto. Non gli ho nemmeno parlato di cose interessanti, non legge nemmeno quello che scrivo. Chissà, magari ho qualcosa di bello e di intrinseco anch'io, ieri sera ci ho creduto. O sarà che avevamo appena fatto l'amore, non lo so.
Mi distrae da quanto sei bello e quanto non mi caghi e va bene così, magari prima o poi ci resto sotto anche con lui e magari funziona pure.

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