mercoledì 14 luglio 2010

Diari di viaggi, 2.

Mi chiamo F.N.A. e sono a Modena, sono le venti e trentaquattro e arriverò a Bologna alle ventunoezerootto, prima del solito, credo che mi berrò un Milkshake, ma dai.
"Mi puoi portare a casa questa sera? Abito fuori Modena, Modena park" "Ti porterei anche in America! Ho comperato la macchina apposta!" E' l'unica cosa che mi viene in mente pensando a questa città. Calligrafia terribile, alito tremendo, ti sussurro all'orecchio "bonjour mon amour". (CIT!!!)
Ho letto un pò di "Cosa racconteremo di questi cazzo di anni zero" e ho avuto la sfortuna di farlo dopo essere già stata a contatto con quell'orda di adolescentelli che emulano Brondi su Blogspot, allora, dato che ero già satura, non ho apprezzato.
Ho mal di pancia, M. G.
Il mio corpo è un pò che non funziona più tanto bene, sarà che ho perso due o tre chili e mi vanno larghi tutti i pantaloni ed è per quello che indosso solo leggings non uso più le virgole vorrei che tu fossi qui perchè è un pò che vomito su ogni superficie e dopo mi tocca raccogliere tutto sillaba per sillaba senza nessuno che mi dia una mano e cazzo, credo che tu faresti al caso mio.
Entro in Bologna e tramonta il cielo azzurro per lasciar spazio a quello blu e mi viene in mente una gatta che aveva una macchia nera sul muso.
E anche una vecchia soffitta vicino al mar.
Sto pensando che ho una sola sigaretta in borsa, ne ho regalate due ad un barbone e la sua fidanzata invisibile: "Una per me, e una per la mia ragazza" "Va bene, tutte quelle che vuoi." L'ho reincontrato più volte ed era sempre solo.
Lo sapevi che amo più scrivere di fotografare?

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