venerdì 2 luglio 2010

Giugno, maggio, un pò di aprile.

Questo giugno appena passato mi dice, andando all'indietro, che ci son stati pomeriggi d'attesa, Massimo Volume con rispettivo tempo che scorreva lungo i bordi, pizze express, Leo, Mondondone e Milano e ci sono i Knife, che siamo predestinati, che in seconda superiore mi sarebbero tanto piaciuti gli Snowing e invece li ho scoperti alla tenera età di diciassette anni e nove mesi suonati, che in Islanda sono stati legalizzati i matrimoni gay ma che in Italia ci piace giocare all'Europa solo quando si parla di alzare il prezzo delle sigarette, che mi sono innamorata di un tizio che aveva un bel naso, finalmente, che ho scoperto che la tachicardia e le crisi d'ansia derivano dal fatto che prendo il Laroxyl, ma non regolarmente. Il Laroxyl fa addormentare sul posto, se non ci sei abituato. Io mi addormentavo mentre mangiavo mentre cucinavo mentre leggevo mentre studiavo e tutti pensavano che fosse la depressione e invece era l'antidepressivo, ma tu dimmi, come stiamo?
Questo giugno appena concluso mi dice anche che entro due mesi mi voleranno due rondini sul dorso dei piedi, come quelle tre che volavano sul fianco destro di quel tipo con il bel naso e io le ho baciate.
Questo mese numero sei dell'anno numero dieci mi chiede che tipo di fisico preferisco, se vado meglio con i teorici o mi piace lo stile zitto-e-calcola e io rispondo che quest'ultimo è molto sexy, ma a me piace chiacchierare la notte al cellulare e farmi venire tutte quelle cose terribili all'apparato uditivo che la mamma ti augurava sempre quando le facevi spendere 200mila lire di bolletta a tredici anni quando abitavi nella casa in campagna e gli amichetti sbarbini non potevano venirti a trovare perchè erano figli di borgheselli di città. AH. L'infanzia.
L'ultimo venticello di giugno mi canta le canzoni dei Baustelle. Anzi, mi sussurra i testi, che sono l'unica motivazione per cui li ascolto e mi ricorda che sono solo un è un corpo fragile che sa d’essere morto e sogna l’Africa, che compongo poesie strafatta e che sono ubriaca e tu sei bellissimo e domani sarò sobria ma tu sarai ancora bellissimo.
Questo mese ci sono statui i Verme, a tenermi compagnia, che mi parlavano di figure retoriche e di questa città che non mi vuole affatto.
Questo mese c'è stato Pit a casa nostra e matrigna e papà si sono sposati e io penso che non mi sposerò mai anche se c'è gente che mi chiede di aiutarla ad avere un figlio e dice lo tengo io se tu non lo vuoi ma facciamolo voglio un figlio ti prego e rispondo vedi di non farmi scherzi che ti porto in tribunale ah, tesoro, ci sono abituato e ok, forse è meglio che tra noi non nasca nulla non lo so, bambini e matrimoni no, s'è capito.
Prima di giugno c'è stato maggio e abbiamo ricominciato a vederci io e l'uomo per cui sono nata predestinata e lui dovete sapere che c'ha gli occhi a mezzaluna sorridente. Abbiam sfregato le rose.
Francesca Nik Adamo passava da "in una relazione" a "single" il 29 maggio 2010.
Il ventisei maggio notte contavo i minuti stampati sul muro nel buio di una stanza con una ragazza bellissima e un ragazzo che ho amato tanto e poi non ho capito più nulla. Non che prima mi riuscisse spesso, ma almeno era qualcosa.
Il ventitrè maggio avevo i boccoli.
Il quindici ero al Classic con Aurora Flerex e F.F.
Il dieci mi bucavo lo sterno e vedevo bianco per dieci minuti.
I'm sorry, I wasn't listening, I was thinking about having sex with you.
Let's face it, we all do it.
Mi compravo una reflex Canon.
Ad aprile i Justice.
Vedevo le Tormenta e basta, arrivederci alla prossima puntata.
Che conculderà aprile e si addentrerà in marzo. Fino ad arrivare a gennaio.

Liberamente scopiazzato da Simonerossi che scrive da dddio, come un dddio. Liberamente tratto dall'applicazione "My year in status" di Facebook, che è tipo "My year in photos", ma con le stronzatine che scrivi come stato.

2 commenti:

  1. più ti leggo
    più guardo le tue foto
    più mi innamoro di te

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