domenica 11 luglio 2010

o

Mi attraggono le forme circolari.
Le pupille le iridi le lune piene i capezzoli i buchi della cintura le bolle d'aria.
Scopro così che anche lui aveva quel tipo d'occhi che vado sempre a cercare inconsciamente e, oh, comprendo solo ora il motivo per cui ci ho passato tutte quelle ore. Insomma, non poteva trattarsi solo di sesso, stavo cominciando a meravigliarmi di me stessa.
Occhi a forma di luna piena. "Andiamo insieme alla luna" avevo detto. Eravamo usciti la prima volta che lei era piena lì sopra Bologna sopra i taxy e sopra i parcheggi mal progettati e poi l'ultima volta era arrivata a metà, era una mezza luna meno due giorni e quindi un pò più mezza di metà e mentre ero nel bosco ho pensato che l'avremmo guardata ridursi una fessura, e invece no.

Spreca meno fiato mi vien da dirmi che tanto sapevo che non avrei tirato fuori nulla dalle sue labbra se non citazioni da pezzi scarichi di gruppi coldwave o cantautori scrausi americani che diceva fossero la nuova avanguardia, anche se scrivere "nuova" davanti ad "avanguardia" ha poco senso. Come hanno avuto poco senso quelle cinque o sei volte che siamo morti un pò insieme un pò in macchina un pò a letto un pò fumando una Philip Morris un pò all'ombra delle case disabitate sotto le stelle comete, o la solita luna che abbiam tradito.
E lo sapevo, ma si, tentar non nuoce. Sticazzi, frase come "mai dire mai", lo dice anche Capovilla, cazzate sentite troppe volte, son frasi stupide.

E pensare che dovevi disintossicarmi.
Dovrò perder tempo anche a succhiar fuori il veleno da quei due buchi che hai lasciato. Circolari, anche quelli.

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