giovedì 12 agosto 2010

1 agosto e la musica.

La mia iniziazione alla musica rock e' stata che avevo dieci anni e una cassetta dei Red Hot Chili Peppers e un furgone Ford nove posti e abitavamo a trenta chilometri dalla civilta' in un posto che davanti casa c'era un buco gigantesco che era un pozzetto e con la storia di Alfredino eccetera ho avuto per mesi il terrore di uscire in giardino, poi abbiamo traslocato.
Una delle quindici volte che e' successo, in quattordici anni.
E andava sempre tutto perso e non sapevi mai bene come fare a ricominciare nel posto dove si arrivava, sempre pieno di gente nuova che aveva nuove fisime del tipo in una delle case dove siam capitati la mattina potevi mangiare solo sei biscotti perche' si era in tanti e i soldi erano pochi e con i miei undici anni questa cosa mi stava molto sul cazzo, perche' gli altri bevevano anche il latte, e io avevo solo i biscotti, perche' il latte non lo digerivo, ed erano solo sei.
Fatto sta che dicevo, avevo questa cassetta dei Red Hot Chili Peppers e mi faceva ridere il nome del gruppo e anche un gatto che si chiamava Smile ma era uno di quelli che finiscono per darti retta solamente se li chiami "gatto", perche' nessuno si ricorda il nome e tutti li chiamano gatto. E tutti lo chiamavamo gatto.
E la mattina andavamo chi a scuola e chi al lavoro e ascoltavamo prima Chet Backer e Miles Davis, poi se volevo potevo mettere la mia cassetta e me la bullavo molto che ascoltavo la musica rock. Oppure la domenica andavamo al fiume con i ragazzi e loro volevano ascoltare la radio, e a quei tempi davano quella roba post-anni-90-inizio-nuovo-millennio-trash, oppure si cantava le canzoni delle sagre romagnole e io di dialetto romagnolo non capivo niente e non mi divertivo.
Poi un giorno avevo undici anni e mi sono venute le mestruazioni.
Sono andata a fare pipi', ho guardato le mutandine, mi sono guardata intorno, ho guardato le mutandine, ho riguardato le mutandine... sono scoppiata in un pianto disperato.
In casa c'era solo Alex.
Ho telefonato a mio padre. Ho chiesto se potevo andare a stare dalla mamma. Abitavo con tutti uomini. Non c'erano assorbenti. Ho fatto questo viaggio di trenta kilometri per arrivare da lei ed e' bastato, perche' alla fine di cio' c'era sangue dappertutto (TRASH!) ma almeno ero arrivata e li' pero' si potevano mangiare solo sei biscotti la mattina.
E il giorno dopo i miei se la bullavano con gli amici che alla Francina erano venute le mestruazioni e io pensavo che se e' vero che campa cent'anni solo chi si fa i cazzi suoi loro non sarebbero arrivati nemmeno alla pensione. E dalla mamma si ascoltavano i Cure. Poi sono andata ad un concerto dei R.E.M., un giorno. Poi il punk, poi il metal, poi l'hardcore, poi le etichette indipendenti, poi dell'altra new wave e ora son qui che ascolto i Neil of Impression su un treno che va a Monaco e finalmente non e' qualcun altro che decide dove devo andare a vivere.

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