giovedì 19 agosto 2010



Chissà se ci pensi, se ci pensi mai a quel poco che è stato a quanto può aver significato e soprattutto per chi, e per chi no, perchè io si, perchè hai deciso di perdermi ma in fondo sai che non è vero perchè sono troppo debole e son troppo sola, chissà se ci rimugini mai quando ti capitano le fotografie davanti agli occhi, chissà cosa guardi, che c'è stata una trasformazione che tu nemmeno te ne sei accorto, io che divento docile, che non son più rondine, tu che invece continui imperterrito e io che credevo di aver dato l'input e adesso alè, viviam tutti felici e contenti, e invece sticazzi. Forse anche perchè ce le hai disegnate addosso, insomma non è da tutti spogliarsi di un paio d'ali, insomma sarà che son le quattro di mattina che scrivo puttanate simili, perlamordiddio, se non fosse che detesto il suo modo di fare perfettamente identico al mio potrebbe anche funzionare ma siamo come due pezzetti di puzzle con tutti buchi, tipo c'è bisogno di una linguetta per incastrarsi, noi c'abbiam solo buchi, e cosissìa, non c'è verso. Non è che si capisce subito forse quello che sto dicendo in quanto credo che nessuno sappia come si chiamano le varie parti che costituiscono i tasselli di un puzzle e non credo nemmeno che qualcun altro se lo sia mai chiesto. Siccome già son cose atte a formare una cosa più grande si da poca importanza alle loro componenti. E' la legge del più forte, in una delle tante sue sfumature.
Quindi ciccia, non funziona, it doesn't work, di lingue non ne so più, nemmeno in tedesco lo so dire, non posso giocare ad imitare Cortàzar, sono scarsa, non me la posso bulleggiare, ma tutto questo era per dire che quello che c'è non va e io penso a quello che non c'è e il presente non passa mai il futuro arriva che non te ne accorgi e il passato rimane sullo stomaco come la soia. C'abbiam la pancia gonfia.

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