sabato 16 ottobre 2010

Un giorno che avevo quattro anni.

Io ogni inverno da quando ho tredici anni impazzisco.
Mi cade il cosmo addosso, la mia stanza diventa un disastro, non riesco ad alzarmi dal letto la mattina e, negli ultimi due anni, mi dedico unicamente alla mia ampolla e al modo di trovare la moneta per farcirla.
Ho iniziato a pensare che probabilmente i miei problemi relazionali son la conseguenza di quando un tipo mi metteva il cazzo in mano serialmente all'età di cinque anni; ma fa troppo "Le Iene" la ragazzina traumatizzata dalle molestie. Insomma, son successe cose peggiori.
Tipo il mio primo trasloco.
Un giorno che avevo quattro anni mi sono svegliata e siamo andate via di casa io e la mamma.
Mi sono alzata e siamo partite e il bello di tutto ciò è che la cosa si sapeva da un pò ma nessuno si era preso la briga di avvisarmi. La mamma si comporta tutt'ora così con mio fratello: lo carica in macchina e va. Tanto è piccolo, non capisce. Ovviamente no cintura, no seggiolino, in piedi, davanti, con la testa fuori dal finestrino. Papà invece ha capito la lezione e adesso, quando si deve andare da qualche parte, con Carlo inizia un mese prima, Guarda, Carletto, domani partiamo per le vacanze, ci sarà il mare, la spiaggia, dormiremo in tenda, mangeremo i panini con il prosciutto. Probabilmente perchè dopo quel giorno che avevo quattro anni e ce ne siamo andati poi per i sei anni seguenti dallo psicologo ho disegnato solamente la casa che avevo lasciato e in cui volevo tornare.
Quel giorno che ci siamo trasferite mi ha detto papà che non ho fatto la pipì mai.
Siamo finite in un posto terribile in cui il capo era una donna frustrata che maltrattava tutti quanti appena la mamma non c'era insieme al suo braccio destro uomo senza palle.
La mamma siccome era un pò matta aveva detto agli assistenti sociali che papà era una brutta persona e allora non mi arrivavano le sue lettere nè niente e son stata un pò orfana per sette mesi.
Mi ricordo che avevo sempre l'otite e la pisciarola, perchè quando hai mal d'orecchio l'unico attimo di sollievo lo provi quando deglutisci un liquido. Try to believe.
La donna frustrata quando andavano via le mamme la mattina che non ho mai capito dove andassero, ci sequestrava tutto quello che avevamo e lo chiudeva in una stanza che diceva che poi le cose andavano ai bambini poveri. Ogni tanto qualcuno di noi riusciva ad entrarci e arraffava tutto ciò che trovava che poi diventava suo. Quindi capitava che vedevi tornare gli eroici con il tuo giocattolo sequestrato una settimana prima e potevi riaverlo solo affrontando prove improponibili.
La più eroica di noi era Marianna, sulla cui bicicletta imparai ad andare senza rotelle, e un giorno per un portachiavi fece spogliare e stendere uno sopra l'altro me e Vincenzo che era il mio migliore amico, in cima alle scale.
Poi abbiamo cambiato casa ma non è cambiato nulla, perchè le persone frustrate sono dappertutto e si sfogano sul più debole anche quando quest'ultimo ha quattro anni e loro ne hanno più di quaranta.
Papà tre anni fa ha rivisto quella stronza e lei l'ha riconosciuto e aveva molta paura, anche se papà è sempre molto gentile.
Forse qualche rimorso ce l'ha.

6 commenti:

  1. "Insomma, son successe cose peggiori"
    Vittimismo regna.

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  2. Poi, se una persona non può fare la vittima dopo che è stata molestata per mesi a cinque anni, dimmelo tu, capo, quando e riguardo cosa ci si può lamentare un pò.

    Punto secondo, a me ha turbato di più il trasloco. Tanti saluti.

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  3. quando scrivi sembra che le parole non escano dai suoni ovattati di una tastiera meccanica ma direttamente dalle tue labbra, è fenomenale il modo in cui tu descriva "leggermente" ricordi della tua infanzia o del passato recente trasportandovi il lettore. se tu raccogliessi queste tue note in un unico documento credo verrebbe fuori qualcosa di innovativo e interessante... questo lungo commento vale come un "mi piace"

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  4. Ti ringrazio molto, davvero. Siccome mi sto impegnando molto per quanto riguarda la scrittura, ogni commento positivo mi fa molto molto piacere. Al fatto di raccogliere il tutto in un unico documento ci pensavo da un pò, ma al momento sono piena di impegni tipo l'ultimo anno di liceo e la patente e il tedesco da imparare, ma credo che prima o poi ci proverò. Cazzo, se ce l'ha fatta Brondi (:

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