mercoledì 24 novembre 2010

Rieccomi alle mie solite critiche all'ascoltatore medio italiano di musica indipendente.

Rieccomi alle mie solite critiche all'ascoltatore medio italiano di musica indipendente.
Costui è di base ignorante e, con la sua manìa di buttarsi sempre sulla novità, non tenta mai di analizzare il passato prima di ritenere d'aver compreso il presente.
Sarà colpa dei professori incompetenti che ci ritroviamo nelle nostre scuole che fin da piccoli non ci hanno insegnato ad amare lo studio della storia?
Insomma, arriviamo in fretta dove volevo andare a parare: Brondi è sostanzialmente un fico.
Essendo anche lui un giovine, è a conoscenza delle mode che spopolano tra gli altri giovini, in particolare questo ritorno del vintage, che alla fine è la moda che non muore mai, e allora che fa? Va a ripescare nel passato.
Non ho ancora capito se la cosa sia conscia o inconsicia, ma nei testi delle Luci della centrale elettrica ritroviamo la postgrammatica e la democratizzazione della poesia pascoliane.
Lo studentello medio: "Oh, Pascoli, che palle!"
"Oh Brondi, che fico!"
Io: "Oh, questa, che contraddizione!"
Pascoli denigrato così nelle quinte liceo e "Canzoni da spiaggia deturpata" elogiato da tutti i teenagers bloggers improvvisati cantastorie su e giù per la rete.
Inoltre nello stile pascoliano non esiste solo la postgrammatica, bensì anche la pregrammatica, oltre chiaramente alla comune e corretta grammatica (non più così comune, di questi tempi, ma non facciamo i pignoli); altro che SuperVasco. Molto più avanti seppur ottocentesco, ma gli studenti non contestualizzano e si annoiano.
Ma forse devo correggermi e ammettere che possiamo individuare della pregrammatica nello slang giovanile riportato in scruttura tipico brondiano tipo le chiacchiere da giovane disagiato a Milano nord infestata dagli immigrati, i magrebini spacciatori di cera per candele, che buon profumo di paraffina blablabla.
Più o meno ci siamo, la storia ci aiuta nel suo ripetersi. La grande proletaria si è mossa, non siamo più noi italiani gli immigrati, ora qua è pieno di albanesi stupratori, dai Willyoubuy ai Vucumprà sulle spiagge di Milano Marittima. Vendetta! Come non si ebbe compassione per noi, noi non ne avremo per questi sporcaccioni che ci rubano il lavoro. Ma non siamo razzisti, che dici, ieri ho anche postato su Facebook un link con la foto di un bambino negro!
Ma sto divagando.
Alla fine ci siamo, Brondi è il nuovo Pascoli, sono io che non avevo capito nulla.
No, sto dicendo stronzate. Ciò che volevo farvi notare è che qui basta che il primo coglione vada a ripescare qualcosa dal passato e lo spacci (o anche non) per una novità che tutti quanti lo elogeranno, tanto la storia non la si conosce più tra noi giovini.
Come chi segue questo blog sa bene, mi premuro sempre di rispondere a chi tenta di denigrarmi in pubblico che il desiderio di criticare qualcuno prima davanti ad un gruppo piuttosto che da soli con il diretto interessato nasconde frustrazione e una necessità di dimostrare a sè stessi (attraverso il convincimento degli altri) di essere migliori della persona in questione in quanto non se ne è davvero certi. Tutto ciò per arrivare a dirvi che tutto ciò non è un tentativo di screditare la produzione artistica delle Luci della centrale, questa è solo una conseguenza, piuttosto volevo rivolgermi ai giovani come me e tentare di farli scantare ed iniziare a documentarsi prima di scambiar per diamante qualsiasi luccichìo.
La trovata del nostro Vasco è notevole, anche se, come ho già detto, c'è ancora da determinare se sia conscia o meno. (Non so come mai ma qualcosa mi dice di no). (Okay, sono di parte, lo sapete). In ogni caso niente male, pure se si trattasse solo d'intuizione senza basi di conoscenza. Alla fine i nostri amici decadentisti (Baudelaire va un casino in questo periodo) ci hanno insegnato che solo attraverso l'intuizione è possibile conoscere.
Brave Luci. Ignorantelli i giovani. Sboroncella io.

4 commenti:

  1. Mi è capitato di parlarci, con Vasco, e quello che transpare è un ragazzo intelligente ma troppo bonaccione per fare musica al solo scopo di avere successo.
    Per quanto riguarda i giovani si può semplificare dando loro tutta la colpa (spesso sono il primo a farlo) ma bisognerebbe colpevolizzare un minimo anche i professori che, spesso e volentieri, svolgono malamente il loro mestiere e non riescono a trasmettere. Ah, a me piace Pascoli.
    Ciao e complimenti per il blog.

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  2. Infatti la critica era tutta verso i giovani, qui (: E hai ragione per quanto riguarda i professori. E grazie (:

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  3. Da fan di Brondi (e perfetta ignorante musicalmente e culturalmente) non posso che darle ragione. Ah è vero, Baudelaire va un casino, piace un frego, è stra giusto, in questo periodo. (:

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  4. Minkia si, oh, cioè Bodlér e' davvero troppo un paxxo!

    Baudelaire e compagnia sono una moda passeggera, un accessorio come può esserlo la cintura di qualche stilista.

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