mercoledì 15 dicembre 2010

Fisica quantistica: l'oriente supera l'occidente.

Secondo la meccanica quantistica, l’Universo (e tutto ciò che ne fa parte) è attraversato da un campo unificato di energia, che collega ogni particella con tutte quelle che lo compongono, tutte le altre, senza distinzioni.

Attraverso il Millennium Run, una simulazione avvenuta grazie al programma GADGET2, si è calcolata la traiettoria di più di 10 miliardi di “particelle”, per avere uno specchio dell’evoluzione della distribuzione della massa attraverso un cubo di 2 miliardi di anni luce di lato, ricreando la "vita" di circa 20 milioni di galassie, con le loro collisioni e i buchi neri e compagnia bella. Attraverso ciò, abbiamo avuto la dimostrazione del fatto che l'Universo non sia altro che un grande Organismo vivente, composto da reticoli molto simili ai filamenti sinaptici di collegamento dei nostri Neuroni. Esso ricorda, osservando le immagini pervenute, la rete neurale del cervello umano.
Ma tutto ciò non è propriamente una novità, in quanto Penrose, nell'89, già affermò che la mente umana e la coscienza seguono modelli matematici tipici della fisica quantistica; semplicemente, al giorno d'oggi, la teoria viene seriamente presa in considerazione da molti più studiosi.
L'esperimento, oltretutto, non è stato uno scherzo: ha richiesto più di un mese di calcolo, occupando 25 Tbytes di memoria presso il Supercomputing Centre della Max Planck Society a Garching, ma ha dimostrato che l'Universo è composto da una Matrice, la quale può assumere vari nomi a seconda anche delle credenze religiose del singolo. Dall'analisi dello scienziato Peter J. Lu ci perviene la concezione secondo cui le stelle poligonari geometriche dell'architettura islamica medievale, nel loro rispettare moduli matematici, poste una accanto all'altra si connettono attraverso le proprie linee di costruzione per formare una rete paragonabile a quella neurale, del cervello umano, di cui parlavo in precedenza.
Queste ricerche hanno indotto lo scienziato a ritenere che gli artisti islamici avessero elementi concettuali che anticipano di circa cinque secoli le scoperte della fisica quantistica e si ricollegano alla teoria del fisico Bohm, il quale sostiene che nell'Universo, oltre alla realtà esplicita e visibile, ne esista un'altra parte che costituisce l'essenza della prima, rappresentata come un reticolo energetico contenente un enorme quantitativo di energia, denominato Energia del Punto Zero

Quello su cui dobbiamo soffermarci è quindi la concezione secondo cui la nostra condizione è di non essere divisi dagli altri e da tutto ciò che ci circonda. Non esistono spazi vuoti. Ciò che noi chiamiamo "vuoto" è invece pieno e il fatto che non si percepisca la “materia oscura” ( che costituisce il 99% dell’esistente) è semplicemente attribuibile alla limitatezza attuale dell'essere umano.
Il visibile e l’invisibile, pertanto, hanno la stessa sostanza ed esistono allo stesso modo ed è interessante notare come in Oriente tutto ciò sia conosciuto da secoli. Per una volta l'occidente si ritrova ad arrivare in ritardo ad importanti concezioni.

Non posso non citare almeno una parte dell'articolo di Alfredo Stirati, il quale, a parer mio, ha formulato una spiegazione talmente esauriente e sintetica di tale concezione che dubito di poter fare di meglio.
Egli scrive che tutto è, dunque, interconnesso; come dimostrano gli esperimenti condotti su particelle infinitesimali poste a grandissima distanza e che obbediscono istantaneamente agli stessi impulsi. Molti paradigmi della nostra cultura sono destinati a cadere: la fisica meccanicistica, galileiana e newtoniana; la biologia: non esiste materia organica ed inorganica; la medicina: non ci si può limitare a curare la parte al posto del tutto e così via.
Se ci convinciamo di ciò, dovremmo iniziare a correggere i nostri comportamenti nei confronti del prossimo e della Natura; se tutto è collegato, è impensabile che si possa agire in modo egoistico e prevaricatore, pena la nostra stessa distruzione. Se tutto proviene dalla stessa Matrice, il precetto della fratellanza e della solidarietà esce dalla sua astrattezza e diviene un dovere imprescindibile. Finalmente scienza, fede e morale trovano un denominatore comune su cui è possibile edificare un mondo nuovo, diverso da quello che ha portato tanti lutti a causa di assurde divisioni, politiche o religiose che siano.

Nella concezione di Universo quantico trovano posto tutti i principi che seguo, comprese le basi del movimento di cui sono parte da ormai sei anni. (Non starò qui a specificare onde evitare discussioni riguardanti la politica, che desidero accuratamente evitare.)
L'intenzione era di raccogliere qualche commento al riguardo.
Io, personalmente, sostengo tale teoria da molto tempo e credo che, se venisse davvero presa in considerazione, qualcosa potrebbe migliorare davvero. Ma devo anche dire che soffro di pessimismo antropologico, quindi ricado spesso nell'idea che probabilmente si tratti solamente di vane speranze e della solita utopia.
A voi.

1 commento:

  1. che dire?mi trovi perfettamente d'accordo...fossimo di più a pensarla cosi saremmo già un passo avanti.
    Un sorriso..

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