martedì 4 gennaio 2011

Il metodo Gordon.

Negli anni novanta ci fu il boom del metodo Gordon.
Negli anni novanta ero la perfetta vittima su cui sperimentarlo.
Gordon è uno psicologo clinico che ha elaborato un metodo basato sull'empatia che mira a rendere la famiglia uno spazio democratico attraverso l'ascolto e la collaborazione.
In pratica consiglia di immedesimarsi nell'altro in modo empatico per comprenderlo meglio, ovvero mettersi nei panni dell'interlocutore nel momento in cui ci comunica il proprio disagio ed agire di conseguenza.
E fin qui nulla di male.
Se non fosse che all'interno della Comunità Papa Giovanni XXIII, da alcune famiglie, il concetto era completamente travisato. Si vedevano queste madri disperate con sette o otto figli, tra propri, adottati e in affidamento, buttarsi su tentativi infelici di "forzare l'empatia" attraverso frasi tristi del tipo "Tesoro, la volevi davvero tanto quella caramella, vero? Davvero tantissimo? Come mi dispiace! Dimmi, cos'è che ti piaceva di quella caramella? Come mai la desideravi a tal punto? Dio, quanto mi dispiace di non avertela comprata." Fino ad arrivare alle lacrime. Al che il figlio, sconcertato, si distraeva.
Notevole come tecnica se utilizzata, appunto, per distrarre il pargolo; ma modo totalmente errato se pensiamo che si trattava della loro rielaborazione malata del metodo Gordon.
Miliardi di cazzo di conferenze per avere davanti solo una massa di cretini con un'idea completamente sballata del significato della parola "empatia".
Mia madre aveva la decenza di non provarci nemmeno ad utilizzarlo con me, ma guardavo gli altri genitori e le chiedevo come mai prendessero in giro in tal modo i propri figli, e lei diceva, Eh, è il metodo Gordon, e io dicevo, Bella merda, e lei diceva, Non dire parolacce.
La mia top 3 delle cose più importanti nella vita è questa:
1-Arte
2-Empatia
3-Gatti
In comunità c'erano solo arte e gatti.

10 commenti:

  1. Ma eri davvero una bimba disillusa e sopralerighe! bello il modo che hai di usare le virgole: l'hai inventato tu?

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  2. L'empatia non si studia, e non la si applica con regole e tabelline...
    Credo che le persone con cui hai avuto a che fare fossero comunque in buona fede...anche se con qualche limite.
    Tutto serve, tutto ha un senso...e ognuno si assuma le sue responsabilità e, se ce ne sono, le sue colpe.
    Brava Francesca!
    Rileggi, rielabora e cresci! Vai avanti!!!

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  3. x Anonimo: Tu si che sei un duro.
    Quasi quanto il protagonista di Tron!

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  4. beh, io mi difendo bene, ma quello è un duro davvero troppo durissimo. bel film comunque. pensare che non saresti nemmeno malaccio, se solo non fosse per quell'antipatico, pervicace istinto da bimbetta wannabe popular che muove e sottende ogni tuo post. queste inutili rielaborazioni in chiave autoapologetica/mitologica sulla tua infanzia da bambina prodigio - scusami - mi fanno sorridere.

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  5. Quoto e stra quoto.

    -Anonimo che la pensa come l'anonimo sopra.

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  6. Che palle, non mi sono divertita in passato, almeno lo sfrutto per tirarmela un pò. Mi piace tirarmela, non è che se me lo dici ci resto male. Io me la tiro. Anche Dalì diceva: "Dimostratemi che con l'umiltà si può diventare celebri e sarò umile." Pace.

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  8. Aggiungo che, secondo me, le persone che si reputano migliori delle altre e non offrono loro il proprio aiuto limitandosi a giudicare si comportano in questo modo perchè consapevoli che potrebbero essere scavalcate dall'altro, se lo facessero. Dunque, anzichè essere acido, fatti i cazzi tuoi oppure offrimi il tuo aiuto per migliorare.

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  9. III anonimo
    ... forse il primo anonimo pensava che tu non ne fossi consapevole, non c'è niente che innervosisca più dell'inconsapevolezza di certi atteggiamenti, ma visto che tu lo sei e ci giochi anche sopra, probabilmente "il tuo tirartela" diventa il tenero gioco seduttivo di una persona che forse vuole solo essere vista, chissà...

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  10. scrivi benissimo, riesci a rendere tutto interessante, dovresti scrivere un libro, giuro che sarei la prima a leggerlo!

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