lunedì 10 gennaio 2011

Oggi da quando sono uscita di casa fino ad ora che son quasi le cinque di pomeriggio non è ancora arrivato il giorno. E vabè. Però stamattina un mio amico mi ha scritto un messaggio che diceva che un suo amico vuole un servizio fotografico di nudo integrale che è un po' ghei e paga bene e io ho pensato: zonta. Adesso lo aggiungo su Facebook e speriamo che non legga qui perchè vai a sapere se è consapevole di essere un pò ghei come dicono i suoi amici.
Oggi pomeriggio ho letto questo: "Abbiamo tutti le nostre vergogne sanitarie dovute ad atti di incoscienza e/o esibizionismo adolescenziale. Io per esempio ci ho una cicatrice in mezzo alla fronte che per poco non mi portavo via un occhio, me lo ricordo ancora, ero lì che pattinavo, c’eran due ciccine che guardavano, allora ho accelerato senza esser capace e son cascato di faccia contro una ringhiera. Poi c’è il fratello di Benassi, che da piccolo mise un dito nella gabbia dei conigli e si trovò la falange tranciata di netto, si vede che l’avevan scambiato per una carota, e ancora oggi si sente, a dargli la mano, che manca qualcosa. Son cose che dan da pensare, sapere che infilare un dito nella gabbia dei conigli può darsi che poi te ne rimane metà, se penso a tutte le volte che ho messo un dito nella gabbia dei conigli c’è da non dormire.

Podeschi poi non ne parliamo. Lui, c’era una ragazzina che gli piaceva, un giorno ai giardini appena la vide che passava si mise a camminare sulle mani, era anche bravo, solo che poi perse l’appoggio e la spalla andò giù con un rumore che si era capito subito, che lui quella spalla lì non la recuperava più, poi c’era il braccio piegato dall’altra parte, proprio una cosa brutta da vedere. Aveva trentasei anni." L'ha raccontato Alessandro Bonino, e poi mi è venuta in mente una storia.
La storia di Francescoadamo quattordicenne che per guardare Antonella mentre camminava per via Pio XI cade nella vasca dei capitoni davanti alla pescheria.
Fatevelo voi un bagno con i capitoni di prima mattina.
Brr.