giovedì 19 maggio 2011

mercoledì 4 maggio 2011

Quando ero piccola a mamma e papà piacevano gli specchi, li dipingevano con i colori costosissimi che ai bambini non si fanno usare.

Quando ero piccola a mamma e papà piaceva disegnarci i mari con i soli arancioni sopra.

Alla mamma poi piacevano anche i gessetti e ci disegnava i profili delle donne bellissime con le sopracciglia ad ali di gabbiano, ma questa è un’altra storia.

Papà colorava un sacco di specchi per la mamma e la mamma non li guardava poi tanto. Non ha mai guardato tanto i regali in generale, forse credeva che a pensarci troppo avrebbe potuto scoprire che non le piacevano e, siccome non sa mentire, non sarebbe più riuscita a fingere di apprezzarli.

Papà, a volte, faceva anche gli specchi senza disegni. Una volta ne regalò uno alla mamma che era incastrato in un rombo di legno che era montato su una piccola cassettiera con tre cassettini che stavano uno di fianco all’altro. Era bellissimo. Lei lo ruppe subito, lo fece cadere, anche se di solito aveva cura di tutte le cose preziose. Poi nei cassettini ci mise tutti i braccialetti con i serpenti di quando era più giovane e che non le piacevano più. Un po’ come per dire, Papà, non mi piaci più. Però senza le parole.

Qualche tempo dopo mi lasciò da lui e se n’è andò per i fatti suoi e mi regalò i bracciali e la cassettiera e io la misi sul comodino con dentro le cose più importanti che avevo.

Un po’ come per dire, Papà te lo puoi tenere tu.

E un po’ come per rispondere, Non ti preoccupare, lo tratterò bene.