venerdì 17 giugno 2011

Una cosa bella è prepararsi prima di vedersi.

lunedì 13 giugno 2011

Sette cose belle.

Andare la notte fattissimi in macchina, mi dici le cose carine io non rispondo subito ma quando siamo a letto.
Portare Zombie Nation in hotel in trip mentre ci conosciamo da tre ore, parlare fluentemente di Berlino (mai vista) in inglese.
Dico vado a fare la doccia, dici fumati una sigaretta prima. (così intanto mi fai due coccole). Essere ubriachissimi volersi tantissimo dormire in letti piccolissimi. Regalarsi cose bianche e azzurre.

lunedì 6 giugno 2011

Mamma e papà hanno barattato quattro pecore con due pony.
Così io e Carladamo adesso abbiamo un pony a testa.
Avessi avuto dieci anni di meno...

domenica 5 giugno 2011

(ogni tanto faccio finta di essere un'altra persona e scrivo quello che secondo me sta pensando lei)

Ti ho guardato il culo tutto il tempo al concerto.

Stavi davanti a sinistra e ti muovevi un po’, ti perdevo e ti ritrovavo tra i colli delle bolognesi di cui non mi interessa niente, hai un neo sulla schiena in alto che mi faceva venire in mente una scena in cui tu sei su un letto a pancia in giù e io mi stendo su di te e ci appoggio la fronte sopra.

Dovresti vederti quando sposti il peso da una gamba all’altra poi ti accendi una sigaretta.

Hai quel corpo asimmetrico, ti guardavo la distanza perfetta tra un ginocchio e l’altro, di te sono belli anche gli spazi tra le cose, oltre che tutto,

portavi una borsa nera grande che mi faceva venire in mente una scena in cui tu mi ci tieni le mie cose quando usciamo e io non ho bisogno di chiedertele perché so che siamo abbastanza in confidenza perché le possa prendere da solo. Una scena in cui prendo dalla borsa nera grande mentre ce l’hai addosso due MS una per te una per me

te l’accendo guardiamo il concerto ogni tanto ti tocco il collo, il culo.

Dovresti vedere il tuo collo come lo vediamo noialtri.

Avevi una maglietta che non valeva niente e che ti faceva bella come se fossero sempre le nove di sera del giorno che il giorno dopo non lavori. Ti si vedevano quelle che in inglese si chiamano hip bones e mi facevano venire in mente una scena in cui io te le fotografo mentre dormi.

Al concerto ti ho guardato il culo tutto il tempo.