mercoledì 31 agosto 2011

Miao
Stanotte ho sognato che dovevo catturare quattro colombe per il matrimonio dei miei genitori che si sono già sposati e non ci riuscivo, mi scappavano da tutte le parti, due bianche e due nere, e mi dicevano tutti come sei invecchiata, come i tuoi fratelli grandi, siete tutti invecchiati in un attimo e io non capivo. Perché i miei fratelli grandi non li ho mai visti, so solo che ci sono.
In comune c'era su l'intera discografia i Chris Clark mentre i miei si dicevano di si. L'avevamo messa su col mio computer e pensavo alla mia classifica di Lastfm che alla fine della giornata avrebbe visto Clark in testa e non so se mi andava. Sto fin troppo attenta a Lastfm perché secondo me si capisce molto a vedere cosa si ascolta una persona in un certo momento. Tipo adesso sto sentendo da un'ora la discografia di Trentemoller che alla fine a basso volume non stufa mai.
In questa storia ci siamo io e te che andiamo in bici alla fine di agosto a comprare la cedrata al Conad e la mia gomma davanti si buca proprio quando io ho deciso che voglio due cheesburger. Mio padre passa per caso e la carico nel suo furgoncino mentre tu dici di lasciarti lì che me li vai a prendere tu i cheesburger e poi torni da solo con la tua bici. Io rido, penso un ti amo e ti dico sali in macchina subito.
A casa ci baciamo un sacco riascoltando Burial, che da tanto che ci vogliamo arriva al nono posto.

giovedì 11 agosto 2011

A: Secondo me noi siamo una di quelle coppie che moriranno insieme.
N: Cioè?
A: Di sicuro morirò prima io, ma sarà così: quel giorno tu tenti di svegliarmi, non ci riesci, fai un gran sorriso, ti sdrai vicino a me e muori anche tu.

martedì 2 agosto 2011

Le ore

L'orologio che mi hai regalato ha una sveglia impostata che suona sempre all'una di notte e non riesco a toglierla ma alla fine sono sempre sveglia per spegnerla e ricordarmi che è l'una di notte e tu non ci sei (non va tutto bene).
Oggi invece all'una eravamo in stazione a Bologna sul binario 9, io partivo all'una e diciotto. Ora è l'una e trentasei del primo di agosto e sono su un treno in cui credo di essere l'unica italiana.
Abbiamo fatto l'amore prima che andassi. Tu non riuscivi a respirare, non ci sentivi quasi niente e non ti lavavi da tre giorni e l'avrei fatto almeno altre tre volte comunque. Ma era già mezzanotte e dieci.
La prima volta che ho preso il treno di notte un tizio mi ha palpato il culo fino allo sfinimento quindi bene o male la mia più grossa preoccupazione al momento è quella di non farmi toccare da nessuno, ma c'è da considerare che successe dieci anni fa, erano altri tempi. Ora è peggio.
Vorrei che tu avessi prenotato il posto davanti al mio per incrociare le gambe da un sedile all'altro e dormire fino alle otto e quarantotto di domattina.
Invece devo stare qui sveglia a guardare la valigia e mi sono tolta l'orologio per dare meno nell'occhio. E' pieno di gente, sembra il Piacenza-Ancona delle diciotto e trentasei a Bologna il venerdì a febbraio.
Tu prendi le carezze come i gatti, spingi tutto il corpo verso la mia mano. Si crea tutto un attrito d'amore.
Ti hanno ritirato la patente l'altro ieri notte perché eravamo ubriachi come sempre e tornavamo da casa di Cesare Ragazzi che io dormivo con la faccia nell'interno del tuo gomito (gomitella l'ho battezzata, quella parte del corpo lì) appoggiato sul poggiagomito del New Beetle senza cintura sbavando e puzzando di vinaccia.
Adesso devi pagare un sacco di soldi ed essere processato e vuoi vendere la macchina fotografica.
Io ti sbavo sempre addosso quando dormo e tu non dici niente, mi sa che mi ami.
Anche se quando bevi molto mi confondi con altre persone e mi chiami con altri nomi, a questa gente con cui credi di parlare (e invece sono io) dici che sei innamorato di me, quindi dovrebbe andare tutto bene.